La mia amica, come
regalo di compleanno
di ena
scritto il 27-11-2009
PRELUDIO
Nel silenzio
della casa suonò il telefono.
In sala.
Nessuno corse a rispondere.
Il telefono trillò ancora, insistente.
Si spalancò una porta, quella del bagno, ed una figura ammantata
di verde ne uscì velocissima, a piedi nudi.
Il telefono trillò di nuovo, poi la figura rispose.
"Sì? No, sono Ale... Sì, sì, certo, te la
passo. Un attimo che devo arrivare in camera."
La figura ora a noi nota come Ale camminò veloce nel corridoio
fino ad una porta, la aprì e si trovò davanti ad un
letto su cui vi era un mucchio di lenzuola stropicciate, una coperta
rivoltata e un paio di cuscini che avevano visto giorni migliori.
"Ena..." disse Ale.
Nessuna risposta.
"Ena!" disse nuovamente Ale,colpendo le coperte.
" 'zzo vuoi?"
Disse una voce attutita proveniente dai meandri del letto, con un
leggero accento toscano.
"C'è Nadia al telefono!"
Ale porse il cordless nella prossimità del mucchio, dal quale
emerse un braccio femminile, sulla cui estremità brancolava
una mano sporca di china.
Ale mise il telefono in mano alla...mano.
Istantaneamente aferrato l'oggetto il braccio si reintrodusse sotto
il mucchio di coperte.
La voce era decisamente più addolcita.
"Pronto? Ciao Na'... Sì, stavo dormendo. Ieri sera ho
finito di notte di lavorare, dopo essere tornata da lavoro. Tu? Carina...
Come mai mi hai chiamato?"
Silenzio.
Nella stanza ormai vuota, in quanto Ale era ritornata in bagno, regnava
il silenzio, in cui si udiva impercettibilmente una voce femminile
sotto le coperte, dall'altro capo del telefono.
Dopo un poco, la voce toscana si ripresentò, leggermente divertita.
"No ti prego. Io odio le feste di compleanno.. Mie"
La voce al telefono si alterò leggermente.
"D'accordo, d'accordo... Però Niente regali, ok? Ecco,
Brava. Ho troppa voglia e bisogno di tornare a dormire per insistere.
Ci vediamo stasera... Sì... Ok... Ciao... Ciao."
Fuori dal mucchio si estroflesse nuovamente il braccio, reggendo il
telefono.
Rimase lì un pò, poi: "Ale? Ale?"
Nessuno rispose.
Il braccio crollò lentamente a terra lasciando il telefono
e ritirandosi nella sua calda alcova.
Quasi istantaneamente si udì un lieve russare.
ATTO PRIMO
Sono le sei.
Cazzo che freddo.
BEEEEP!
"Sì?"
"Sono io!"
CLACK!
Forse dovevo inventarmi una scusa. Lo so che Nadia mi ha invitato
qui per farmi un regalo di compleanno, si vede lontano un chilometro.
Checchè lei ne dissimuli...
Salii le
scale pensando al perchè la gente mi vuole fare dei regali.
Non sento mio il giorno del mio compleanno come mio. Bah.
Aprii la
porta e la richiusi.
"Nadia?"
Buttai il cappotto sull'attaccapanni, che come sempre è pieno
di vestiti.
Rimane attaccato? Sì... Meno male...
Entrai in sala.
In cucina sta Nadia, occupata a lavare dei piatti nel Adv lavandino.
Nadia... Come sempre, splendida.
Piccolina, magra, un corpo splendido, proporzionato ed atletico.
Due bei seni prosperosi davanti e due belle chiappe dietro.
La Natura controbilancia sempre.
Su questo popò di corpo, un bel visino, con uno sguardo a metà
tra il furbetto e l'infantile, un bel naso (ma sosterrà sempre
che lo ha troppo grosso) e due bellissime labbra.
Capelli neri come la notte e carnagione scura. Il prototipo dell'ItaloSpagnola.
In maglietta a Febbraio, i capelli tagliati appena sopra le spalle
da qualche giorno.
Fa strano,
li ha sempre avuti fin sul sedere.
Però sta bene, comunque. E poi le si vede il culetto.
Si gira e
mi saluta.
"Un attimo e arrivo."
Vado vicino a lei e le dò un pizzicotto sulla chiappa.
Solitamente sobbalza, stavolta invece sorride.
Finisce di lavare il piatto e si asciuga le mani.
"Vieni" mi prende la mano.
"No, in camera no..." Penso.
Mi siedo sul bordo del letto, mentre lei va a prendere un pacco dalla
sedia e me lo porge.
"Che
tu ne voglia o no, quest'anno i regali te li faccio lo stesso. Apri."
Apro il pacchetto, dentro c'è un sacchetto di carta. Apro,
e sulla mia mano scivolano quattro buste.
Mi si mozza il fiato perchè riconosco subito: son corde di
violino, nuove nuove.
Abbraccio Nadia e le dò un bacio sulla guancia. "Maledetta
strega, ci hai azzeccato..."
"Le altre ti si son spellate tutte, c'è poco da azzecare.
O vuoi passare il resto delle tue giornate e scartavertrare il budello
dalle vecchie?" mi dice sorridendo, ironica.
"Effettivamente, non è il mio sogno. Grazie piccola..."
le sorrido di nuovo. Ok, lo ammetto. E' stato un bel regalo!
lei mi guarda stupita, come se avessi detto un'idiozia: "Ehi...
Non è ancora finita!"
Dalla stessa
sedia prende un altro pacchetto, questa volta più voluminoso,
e me lo porge.
sono un pò in imbarazzo. Insomma... "No dai Nadia... Due,
addirittura!"
"Non due! Tre! Questo è il secondo! Apri!" Mi ordina,
sorridendo, con un tono che NON ammette repliche.
Oddio, addirittura
tre... Disfo il pacco, e trovo un vestito da sera, bianco, lungo.
"Mi sembra di averlo già visto" le dico, guardandola
sottecchi.
"E'
il mio... L'ho usato solo una volta, e poi son spuntate 'ste due bocce
e non mi sta più!"
Arrossisce, indicandosi il seno generoso con la sua quarta spuntata
a tempo di record nell'ultimo anno. Dopo un momento di risatine di
entrambe, mi esorta: "Provalo, su"
Mi tira in piedi e mi obbliga a svestirmi; appoggio tutti i vestiti
sulla sedia, e rimango nuda, solo con le mie bende ai polsi.
Apro la zip che sta sulla schiena dell'abito e mi infilo nel vestito,
e dopo aver sistemato le spalline, Nadia chiude dietro.
Mi guardo nello specchio: perfetto come misure, solo che anzichè
essere un vestito lungo quasi fino ai piedi con un lungo spacco, a
me lascia scoperti metà polpacci.
Magnifico, comunque. Non si vede assolutamente che è un abito
che dovrebbe essere più lungo.
Mi guardo nello specchio di Nadia, di quelli ovali lunghi che poggiano
per terra.
Dietro di me sta lei, che sporge la testa sopra la mia spalla, appogiandosi
sulla mia spalla destra e commenta, sorridendo:
"Bè, direi che va benone, no? Almeno hai un vestito per
le serata mondane!"
Sorrido, mentre la guardo in faccia riflessa nello specchio, e le
dico: "Mi sento molto figa con questo vestito"
La vedo lanciare uno sguardo incredibile, dritta alla mia immagine.
Uno sguardo di quelli da film porno e poi sussurrare: "Tu SEI
figa..."
ATTO SECONDO
Una scossa
elettrica mi è partita dal cervello, è esplosa in tutto
il corpo, ed è ritornata nella testa.
Nadia, dopo il suo commento, è ancora lì ferma con quello
sguardo da ninfomane, e io sono ancora impietrita.
Sento la sua mano che scivola giù dalla mia spalla e sfiora
voluttuosa con un dito tutta la
schiena, fino a fermarsi decisa sul mio sedere.
Mi scoppia una risatina a metà tra il nervoso e l'imbarazzato.
"Quando fai la scema così sei incredibile!" le dico.
Avvicina
la sua bellissima e sensualissima bocca al mio orecchio, la guardo
di sbieco.
"Non sono scema... Sono il tuo terzo regalo."
Dice, sottovoce, stringendo la mia chiappa a mano aperta con un tono
che mi fa venire un brivido caldo su tutto il corpo. In un secondo
realizzo, grazie al fatto che la conosco da sempre, che non sta scherzando.
"No, aspetta, cosa..."
Velocissima, con la mano mi apre la zip, le spalline cadono e l'abito
scivola a terra, ai miei piedi.
Onestamente, non so che fare.
Da una parte vorrei fermarla, perchè il suo fidanzato di sicuro
non gradirebbe quest'idea.
Dall' altra c'è la mia migliore amica, la mia prima cotta,
che sta offrendomisi in regalo, per una volta, per una notte, in tutta
la sua splendida fisicità.
Si appoggia
aderendo alla mia schiena, sporgendo di poco sopra la mia spalla,
mentre con le mani mi tiene i glutei.
Sento il suo seno che preme sulla schiena, sento il caldo delle sue
mani su di me, e mi bacia sulla spalla, strisciando successivamente
la lingua nel medesimo posto, avvicinandosi al mio orecchio.
Le sue mani scivolano dal sedere al pube, appena sopra il mio sesso.
Da lì salgono, sempre di più, fino ai seni. Sto cominciando
a sragionare.
Non può essere vero. E non riesco a volerla fermare.
Ed ho solo bevuto un bicchiere di vino, quindi non posso essere ubriaca
ed immaginarmelo.
Appoggia le sue mani morbide, calde, perfette, sui miei seni.
istintivamente, mi lascio andare ad un sospiro.
Preme leggermente, affonda le sue unghie lunghe e ben tenute nella
mia pelle.
La sensazione di leggero dolore mi piace, mi piace e mi piace. Ma
risveglia di nuovo in me quel barlume di coscienza.
Cerco un attimo si scostarmi, di liberarmi. Mi trattiene.
"Non opporre resistenza, è inutile." Dice sorridendo.
E non è una sua opinione. In questo momento, in questo istante,
è Verità
Si stacca
da me, prendendomi una mano, la seguo inebetita al letto, dove mi
dice di sdraiarmi.
Mi sdraio, appoggiata sul cuscino, leggermente seduta.
Passa a lato del letto, raccoglie il vestito e lo appoggia sulla sedia.
Si mette esattamente ai piedi del letto, si sfila le scarpe con i
piedi e si leva le calze.
Mi scappa un risolino, perchè quella bomba sexy ha delle calze
azzurre con apine, e in questo contesto sono ancora più buffe.
Si rialza, slacciandosi i pantaloni e se li sfila, rimanendo in solo
perizoma nero e maglietta.
Fa qualche passo avanti, verso il letto, salendoci sopra in piedi,
camminando sul materasso e venendosi a piazzare proprio sopra di me,
a gambe divaricate, nel mezzo le mie, distese e leggermente accavallate.
Si accovaccia, appoggiandosi con i gomiti sulle gambe, e guardandomi.
Si porta una mano alla bocca, pensierosa.
Rimane a guardarmi incuriosita, con uno sguardo attento.
"Che c'è?" chiedo. Ci starà ripensando. Dai,
è fidanzata. E' ridicolo che cornifichi il suo
ragazzo con me.
Si sfila il mignolo dalla bocca e dice, sorridendo: "Non so cosa
fare di te... Da dove incomincio?"
Poi si lascia cadere in ginocchio, si avvicina quasi a gattoni su
di me, mi prende la testa tra le mani, infilando le sue dita tra i
miei capelli arruffati e mi dà un bacio sulla bocca.
Bacia...
Bene. Ma bacia strano.
Prima a bocca chiusa, almeno una volta, poi a bocca socchiusa, infilando
la sua lingua nella tua bocca e tormentando la tua con giri e sfregamenti
forti, decisi. Insomma, bacia bene secondo me.
E mi sta facendo eccitare come non capitava da... Parecchi e parecchi
mesi.
Mi sta appiccicata come una ventosa, ad occhi chiusi. La guardo, mentre
appoggio le mani sui suoi fianchi e sento il suo odore, mentre continuiamo
a baciarci.
E' calda, è bella, è passionale, è bravissima
a letto, è sensibile.
E' la mia migliore amica e mi sta facendo un regalo stupendo.
Si stacca da me, rimanendo in ginocchio.
La luce della
lampada a stelo "a baco" dell'Ikea in fondo alla stanza
ci illumina dal fondo del letto, la penombra e l'atmosfera sono magnifici.
E' dritta davanti a me, nel suo splendore.
Lascio cadere la mani ai lati. Mi guarda sorridendo. Abbiamo una sintonia
incredibile, su tutto, da sempre, e non ci serve parlare per capirci.
Si prende la maglietta e se la sfila, con un movimento lento ma deciso.
Sembra studiata, la cosa, ma so che non è così. E' splendidamente
erotica in ogni suo gesto, Nadia.
La maglietta
si sfila con un pò di fatica all'altezza del petto, scattando
su subito dopo, lasciando liberi due seni magnifici.
Niente reggiseno. Perfetti, sodi, rotondi.
Cose così si vedono solo nei manuali di anatomia che ho a casa.
Sorride,
viene in avanti, chinandosi leggermente su di me.
Mi prende le mani e me le appoggia sui suoi seni.
Adrenalina a mille.
Sotto le mie mani stanno due seni perfetti, caldi, morbidi, lisci.
Una cosa da impazzire.
Nadia tiene gli occhi chiusi, mentre mi lascia le mani. Incomincio
a solleticarle i capezzoli, sentendo che diventano sempre più
duri, sempre più turgidi.
Rimango sopra di loro ancora un pò gustandomi questo istante.
Scivolo lungo la curva del suo seno, di lato, fino a passarle sui
fianchi, fermandomi all'altezza del bacino. Fianchi morbidi, muscolosi,
comunque, non mollicci ma forti e robusti.
Mi prende per le spalle e mi tira a sè, la seguo.
Sono seduta e lei è in ginocchio.
Appoggio la testa in mezzo ai suoi seni.
E' un posto magnifico. Caldo, tranquillo.
Si sente il battito del suo cuore. Regolare, forte. Rimango a sentire
quel rumore, quell'odore, quel calore per un pò.
Mi culla tra i suoi seni, dondolando leggermente e tenendomi la testa
e le spalle.
Non ho nulla
che mi passa per la testa.
Solo il battito del suo cuore.
Io non sono più niente.
Sono creta, fango, palta, nelle sue bellissime mani. Può fare
di me quello che vuole.
Sono sua. Non mi farà mai del male.
Mi fido di lei, ciecamente.
Poi mi riprendo.
Mi scosto, mi lascia andare.
Tiro leggermente verso di me e mi si sdraia sopra, appoggiandosi con
le braccia.
Ci guardiamo.
Mi passa la punta della lingua sulle labbra, mentre le accarezzo il
sedere, centimetro per centimetro.
Ha ancora su le mutandine.
Socchiudo la bocca e subito la sua lingua saetta di nuovo dentro.
La sua lingua nella mia bocca, la mia nella sua.
Tira indietro la lingua, e mi tiene la mia con i denti.
Rimango un attimo stupita, mentre dentro mi solletica la punta della
lingua
con la sua.
La cosa mi fa scaldare tantissimo.
Poi mi lascia, si reinginocchia. Mi guarda sorridendo.
"Lasciati andare un pò, Ena. Siam da sole..."
"Che stupida che sei..."
Sorride e
si alza in piedi.
Sul letto, le sue gambe divaricate formano un magnifico ponte su di
me.
Mi metto seduta.
Ho la faccia esattamente dove volevo che fosse.
Le afferro le gambe, e con la lingua comincio a scorrere sulle mutande.
Si sente il piccolo solco, il suo calore immenso.
Si lascia sfuggire un sospiro.
Tiro in giù, aiutandomi con le mani.
Si appoggia al muro con un braccio e si sfila, con il mio aiuto, le
mutandine nere.
Le lascio cadere vicino al letto.
Davanti a
me c'è il suo pube, la sua magnifica vagina. E' bella come
tutto il resto di lei.
E' una cosa comunissima, ce l'abbiamo tutte, ma solo perchè
è sua mi piace.
La guardo tutta, dalla testa ai piedi.
Magra, muscolosa, fiera, completamente nuda, libera nella sua essenza
di essere umano libero, potrebbe essere la prima creazione del Mondo.
Il suo corpo
è abbronzato? No, è proprio scuro di suo.
Quel colore olivastro che mostra chiaramente che incredibile miscuglio
di sangue lei sia.
E' il risultato di generazioni di uomini e donne che hanno goduto
appieno del loro amore, indipendentemente dalla loro razza o dalle
origini, spandendo la sua famiglia ai quattro angoli del Globo, dalla
Spagna all'Europa, alla Turchia, all'America, all' India fino in Australia.
Una famiglia immensa, che tutt'ora continuo a conoscere, dopo anni
e parenti incontrati.
Ed è
ferma, davanti a me.
E' come una pistola carica a cui è stato già innestato
il grilletto. Perfetta e letale, ma ora inoffensiva. Basta un nulla,
e scatterà l'Inferno.
Vengo distratta
da questi pensieri dalla voce dell'arma in questione.
Alzo lo sguardo e la vedo sorridente.
"Ena... Buon compleanno."
Rido, riabbasso
lo sguardo e mi fiondo su di lei, avida.
ATTO TERZO
E' calda,
ha quell'odore magnifico, è anche umido, dal sudore, e anche
da qualcos'altro.
Ha un odore tutto suo, il sesso. E Nadia profuma.
Ha un odore strano, penetrante, acuto, come di selvatico.
Spezie? Mentre penso, o non-penso a queste cose, comincio a giocare
con lei.
A passare
la lingua sul solco delle grandi labbra, sul suo clitoride che risponde
alle mie carezze inturgidendosi. Gradisce, si sente.
Si sentono anche quelle microscopiche pulsazioni, o contrazioni, che
dir si
voglia. Proseguo, immergendomi ancora più afondo in quel Mondo
fantastico fatto di odori e sapori.
Titillandole il clitoride con la lingua, afferrandolo con le labbra,
per lasciarlo poi subito, oppure tenerlo e sfiorandolo con la lingua.
Si bagna in fretta, e continuo a giocare con la mia lingua, facendo
aumentare, ovviamente, l'umidità.
Come svuotare il mare con un secchiello.
Dio, è
una cosa magnifica.
Dio, fammi rimanere qui per sempre.
Dio, voltati dall'altra parte, un pò di privacy!
Sopra di
me sento Nadia che respira profondamente, lentamente, e poi cominciare
ad ansimare, ansimare sinceramente.
Altimenti se non provassse piacere sarebbe ferma come un sasso.
E anche se cercasse di non ansimare e di controllare il respiro, non
potrebbe mentire alle pulsazioni di se stessa.
Gode, tenendo una mano sulla mia testa, con l'altra non so cosa.
Sono troppo occupata per smettere un attimo.
Senti come sospira, come ansima a denti stretti.
Sta per arrivare.
Aumentano le contrazioni, il fiato, goccioline di sudore mi bagnano
la fronte.
Sia mio sudore che suo.
In mezzo agli ansimi di Nadia, non fortissimi, ma potenti, si sente
anche qualche lieve gemito.
Sempre di
più sempre di più sempre di più resisti resisti
non farla arrivare resisti prolunga prolunga brava Enna brava Ena
brava continua continua continua...
La tengo
lì lì per arrivare, ma senza darle quella stoccata,
quel colpo che
la farà esplodere, rallentando il ritmo per farle diminuire
l'orgasmo e facendo risalire la velocità per farla impazzire.
Credo sia una forma di tortura, rallentare per farla durare ancora
di più.
Non credo
potrà reggere molto.
Nadia sospira un "dai, ti prego, ti prego vai"
Obbedisco. Faccio risalire il ritmo velocemente, intensamente, vogliosamente.
E sento che sta per sta per. Sta per... Sta per...
Inizia con un piccolo "getto", uno schizzetto, che subito
viene rapito dalla mia lingua vorace.
Poi, Nadia si scioglie.
Letteralmente.
Colano umori caldi, densi, che bevo avidamente, che succhio fino all'ultima
deliziosa goccia.
E hanno un sapore acidulo, come quei peperoncini sott'olio che mangia.
Piccante, senz'altro. E' un buonissimo sapore, da farci un intingolo.
Sorrido di questi pensieri mentre continuo a darci dentro, ripulendo
e sorseggiando le ultime brevi, lente colate.
Mi stacco
da lei, pulendomi le labbra con la lingua. Ragazzi, che spettacolo.
Guardo sopra
di me e Nadia continua ad avere il fiato corto, appoggiata con una
mano al muro, e l'altra, che prima era sulla mia testa, penzolare
inerte.
Ha gli occhi chiusi e la bellissima bocca semiaperta, dalla quale
cola un sottile filo di saliva.
E questa
cosa mi mette allegria.
Mi lascio andare ad una risata, di pura felicità, mentre lei
apre gli occhi scurissimi ed intensi e mi guarda sorridendo e comincia
a ridere, insieme a me.
Mi lascio cadere sul letto e lei si accascia su di me, con un pò
di fiatone.
Rimaniamo
così, abbracciate, ed ogni tanto continuo a ridere.
All'improvviso, lei alza lo sguardo su di me.
Una piccola goccia di sudore le scivola lungo la guancia. Mi guarda
ed è uno sguardo che ti frigge il cervello. E' un lampo di
desiderio che parte da lei e ti trafigge. Uno sguardo quasi di sfida.
C'è una promessa di un immediato futuro che ti farà
impazzire, in quello sguardo.
Ed è lo sguardo che ha Nadia quando si vede che ha voglia di
sesso. E la conosco, quando lei vuole fare sesso, lo farà.
Sorride,
quasi malignamente, mi bacia ancora e scivola giù, lungo il
mio corpo.
Gioca con i miei seni, molto meno generosi dei suoi, facendomi eccitare
ancora di più.
E già non è che in quel momento io sia un ghiacciolo!
Con un dito,
comincia a fare dei cerchi sempre più stretti intorno al mio
capezzolo, per poi baciarlo, giocandoci con la lingua.
E' brava,
lo ammetto. Per essere una ragazza che impazzisce per il sesso maschile.
Mette la sua testa tra i miei seni, e sento che respira forte, inspira
decisa.
Poi scende, continuando a darmi baci, e passate con la lingua fino
al pube, fino alla mia figa.
La guardo. Mi guarda, decisa e vogliosa.
Sorride, e piano apre la bocca.
La sua lingua scivola fuori, lenta.
Continua a guardarmi.
Poi improvvisamente dà un colpo veloce al mio corpo, rientrando
nella bocca subito dopo.
Continua a sorridere. E a guardarmi.
Una scossa di piacere mi ha attraversato.
Vorrei iniziasse, da un lato, ma so che non incomincerà, dall'altro.
Inizia quando vuole lei.
Mi accarezza con l'indice ed il medio, leggera, guardando interessata,
ad occhi socchiusi, quasi concentrata. Mi piacciono queste carezze.
Si muove, sistemandosi dritta in mezzo alle me gambe, che divarico
ancora di più, piegandole un poco. Sento le sue mani che, un
dito alla volta, partendo dal mignolo, si appoggiano come ragni su
di me. Tentacolare.
Mi appoggia
gli indici ed i pollici sulle pareti e tira leggermente. Sorride,
guardando lì in mezzo. Appoggia la sua magnifica, carnosa bocca
su di me e mi bacia.
Sento il risucchio del suo bacio. Intenso.
Mi bacia
come se mi stesse baciando sulla bocca.
Lascia, si sente un leggero schiocco appena le sue labbra perdono
aderenza.
Magnifico.
Non vedo cosa stia facendo, con i capelli corti che le ricadono davanti.
Ma non mi importa, capisco benissimo cosa sta succedendo.
Poi mi lascia.
Mi dà un altro bacio.
Appoggia
la fronte sul mio sesso. Rimane lì un attimo. Poi sento un
leggero solletico sempre più veloce, sempre più intenso.
Strega, parti piano e leggera per crescere sempre più di ritmo.
E presto smetto di ragionare, immersa in quel turbine di sensazioni
magnifiche. Ansimo, prepotentemente, immersa in quel piacere così
intenso che quella strega mi sta suscitando.
Stringo le lenzuola convulsamente, preda del piacere.
La prima
volta che arrivo all'orgasmo la sento bene, sento che Nadia è
avida di quel nettare, da come si impegna a pulire tutto con la sua
lingua, ed anche con le dita.
Riapro gli occhi un pò stordita, e la guardo.
Alza la testa, guardandomi, a bocca semiaperta.
Un filo di umore, mio, le penzola dalla bocca. Ripulisce ancora.
In quegli occhi si vede la soddisfazione, la felicità, la malizia
di un essere che ha dentro di sè, fin nell'anima, la voglia,
la capacità, l'energia del sesso.
La vedo che si insinua su di me, strisciandomi addosso. Il suo calore,
il suo scivolare lenta ed inesorabile.
Ci baciamo, sento il mio sapore ancora nella sua bocca e la stringo
a me.
Sono la ragazza più felice del Mondo.
ATTO QUARTO
Sento che
qualcuno mi accarezza la faccia, delicatamente.
Sono sdraiata sotto le lenzuola.
Sono nuda, e adesa a me c'è un'altra persona.
Sento il suo odore.
Poi sento una voce dolce, pacata, che mi sussurra all'orecchio:
"feliz cumpleaños a ti, feliz cumpleaños a ti,
feliz cumpleaños mi Ena, feliz cumpleaños a ti"
Sorrido, apro gli occhi girando la testa e la vedo. E' la mia migliore
amica, è la mia migliore amante. E' la mia Nadia. E la amo.
Ne sono innamorata fin nel profondo.
Non come si ama un'altra ragazza od un ragazzo.
Semplicemente, è la persona a cui terrò di più
dopo il mio vero amore, se mai questo verrà.
Mi giro e
la bacio.
"Per quanto ho dormito?" le chiedo un pò stordita.
"Un'oretta buona. Eri sfinita..." Sorride.
La bacio ancora.
"Se anche non te lo vuoi mai sentire dire, sappi che ti amo."
le dico piano.
Si fa seria. "Uffa... Non me lo dire."
Sorrido, e carezzandole una guancia le dico:
"Non sai quanto ti sono grata per i miei regali. I primi due
stupendi. Il terzo un pò una delusione..."
Mi metto
a ridere ("Scherzo, scema!") mentre mi isso su di lei.
"Se mi hai svegliata, immagino che sia perchè sta per
arrivare il tuo "grande amore Luca"..."
Mi guarda sorridendo.
"Luca stasera non verrà, gli ho detto che debbo studiare"
"Seee... Che studi? Anatomia?"
Sorride. "Ti ho svegliata perchè..."
Pausa.
Mi afferra le spalle, si tira su fino ad essere un centimetro dal
mio viso.
La guardo negli occhi così intensi e scuri. Che occhi belli
che ha questa ragazza.
"...perchè ne ho ancora voglia."
Gloria!
Che serata, che serata!
La bacio ancora, con forza.
La bacio, la ribacio, sul naso, sulla fronte, sul collo, le passo
la lingua sulla bocca, lascio che me la prenda con le sue splendide
labbra e la trattenga a sè.
La riguardo
nei suoi occhi. Io, io non riuscirò mai a capire molte cose,
credo.
Una di queste è Nadia. Ed i suoi occhi.
Ha degli occhi profondi come la notte.
Possibile che tutti le guardino solo le tette?
Perchè in quegli occhi si vede Nadia. Sono scuri, profondi,
ci potresti, davvero, cadere dentro. E se c'è qualcosa che
non le va si vede subito. Non si può mentire con lo sguardo.
Mi lascio scivolare di fianco a lei.
Mentre sono
di nuovo sdraiata mi sale sulla schiena.
Sono a pancia sotto e mi tiene le braccia.
Mi bacia sulla nuca, sul collo.
Mi lascia le mani e scende, baciandomi la schiena.
Che bel massaggio... Arriva al sedere. Gli dà qualche bacio
e anche una morsicatina.
Si alza sulle ginocchia e mi rigiro a pancia sopra.
Si inginocchia di fianco a me, con una mano comincia ad accarezzarmi
la vagina.
Poi avvicina la mano alla sua bellissima bocca e si sugge l'intero
dito medio, leccandolo, e guardandomii. Lo tira fuori ben bagnato,
lo avvicina a me e mi penetra con il dito.
Che scivola tranquillo, dentro di me.
E comincia a masturbarmi con forza, con entusiasmo. Anche puttosto
violentemente.
Inserendo altre due dita, dopo un certo tempo.
Continua,
continua.
La guardo, sorride quasi maligna.
Sei una strega.
Non c'è altra soluzione.
Anche stavolta
mi fa arrivare all'orgasmo quando decide lei.
In fin dei conti, prende il comando del gioco quella che sta lì.
Vengo copiosa sulla sua mano, che sfila via delicatamente.
Si lecca le dita. E poi prende il bis direttamente dal mio corpo.
Ripulendomi. Con il solo risultato di farmi bagnare ancora.
Risale baciandomi ovunque, mordicchiandomi leggermente i seni.
Sono stremata,
ma questa notte non si ripeterà mai più. E' il sesso
personificato, questa ragazza.
Capisco perchè
i ragazzi facciano follie per lei e perchè se ne innamorino
subito.
Ma per quanto possa sembrare strano, per lei sesso e amore sono due
cose ben distinte.
L'amore comporta anche il sesso.
Il sesso non comporta l'amore.
Difatti detesta
che un ragazzo, dopo essere stato a letto con lei, le dica "Ti
amo".
"Perchè quella è passione carnale, amore fisico.
Non è amore come quello che provo per Luca, anche se solo è
addormentato sul divano. Certo, poi c'è il sesso con lui, ma
c'è il sesso con lui perchè c'è l'amore per lui.
Capisci?"
E' sdraiata al mio fianco, ora, e sono ancora stordita dal suo trattamento
di poco fa.
"Penso
di sì... Allora devo dirti "Ti amo fisicamente e carnalmente
parlando"?"
"Ena..."
"Sì?"
"Lo sai che sei scema, vero?"
"Sì. Lo so, amorefisicocarnale mio."
Ci baciamo,
ancora, ridendo.
Sono sfatta, davvero, davvero sfatta, ma vorrei continuare ancora.
Non sono ancora sazia di lei.
Non credo che lo sarò mai, a dire la verità.
"E' stato bello, Nadia... Davvero. Bello è riduttivo,
ma non mi vengono le parole per dirlo"
"Ehi... Non parlare così. Possiamo andare avanti finchè
vogliamo."
"Come?"
Mi guarda sorridendo. "Per me possiamo passare a letto tutto
il tempo che vogliamo. E' una serata
magnifica. Però ho fame."
Si alza,
sculettando graziosamente, girare l'angolo e finire in cucina.
Mi alzo anche io, passo in sala e le dò un colpetto sul sedere,
ed esamino i suoi armadietti.
Nadia è al tavolo, seduta. Sul tavolo, la cena.
Un barattolo di cioccolata e una bottiglia di latte.
"Ti
sei dimenticata di nuovo di fare la spesa?" dico sedendomi.
"Non si vede? Non ho altro. Vuoi dei biscotti?" Sorrido.
Quanto è bello comportarsi così da sceme, per una volta.
Farle il solletico mentre beve, e baciare via la goccia di latte che
le rimane appena si stacca.
In fin dei conti che male c'è?
Sono nuda con la mia migliore amica e mangio cioccolata e latte e
biscotti a... Non so nemmeno che ora.
E lei è bellissima e sensualissima mentre prende una cucchiaiata
di cioccolato dal barattolo e se la infila in bocca, con un gesto
così eroticamente naturale e spontaneo che ogni volta sembra
lo faccia apposta. Dopo una mezzora finiamo la nostra cena e ritorniamo
in camera, ci sdraiamo sul letto abbracciate, chiaccherando ad occhi
chiusi.
Sono sfatta e dopo aver mangiato mi viene anche un pò sonno.
"Ena...
posso farti una domanda?" mi chiede, piano, giocando con una
mia ciocca.
"No, non sono bionda naturale." le rispondo, scherzando.
Non sono nemmeno tinta bionda...
"Cretina."
"Grazie." le rispondo.
"Dicevo... Secondo te esiste un'entità superiore agli
uomini?"
"Le donne."
"Cretina."
"Arigrazie."
"Davvero... Secondo te esiste una divinità?"
Silenzio. Chiedere a me se esiste è andarsela a cercare, ma
stasera non mi va di lanciarmi in dissertazioni filosofiche e teologiche.
Ad occhi chiusi, lascio cadere lì la risposta.
"Bè... Certo che esiste."
E' stupita. Non ho mai risposto così.
"Come? Esiste secondo te?" mi domanda, curiosa.
"E' sdraiata qui al mio fianco..." dico ad occhi chiusi,
sorridendo.
Tombola.
La sento che ridacchia e che si muove vicino a me, mi si inerpica
di nuovo sopra. Ancora il suo calore su di me.
Niente affatto spiacevole, visto che è Febbraio e casa di Nadia
non è esattamente isolata termicamente, essendo una specie
di mansarda.
Ci baciamo ancora, e poi pian piano sento che si sta per addormentare,
così la faccio scivolare al mio fianco e la stringo a me, mentre
con una mano afferro il lenzuolo ormai buttato giù dal letto
e lo trascino su di noi.
Cerco a tentoni l'interruttore sulla testiera del letto, e spegno
la presa comandata della lampada Ikea.
FINALE
Buio.
Di fianco a me il respiro di Nadia. Le dò un bacio, sula guancia.
"E' stato il più bel compleanno che abbia mai avuto. Grazie."
Sospira, nel buio. "Eh, prego."
"Com'era quella canzoncina di prima?"
"feliz cumpleaños a ti, feliz cumpleaños a ti,
feliz cumpleaños mi Ena, feliz cumpleaños a ti"
"Ti amo."
"Cretina."
"Grazie."
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