La Sconosciuta
di ena
scritto il 27-11-2009
Tutta la sera.
Era tutta la sera che, a quella festa chiassosa e grande, le due si
scambiavano sguardi fugaci e desiderosi, ma nessuna delle due riusciva
a fare il primo passo.
Ena era timida, lei... Chi lo sa. Non la conosceva.
"E' qui per la scuola. E' irlandese. Vedi che è ancora
in divisa?" disse a Ena un'amica, mentre la ragazza la guardò
di nuovo.
Ena andò ad uno dei tavoli a versarsi da bere e, poco dopo,
si trovò lei di fianco.
Una bella ragazza, dalla pelle chiara, gli occhi chiari, i capelli
rossicci, lunghi e lisci, fino alle spalle.
Indossava una camicia bianca, con una cravatta di seta nera, ed una
gonna piuttosto corta, una divisa scolastica piuttosto normale.
Si scambiarono solo uno sguardo, e lasciati entrambi i bicchieri al
tavolo, si diressero in bagno.
Ena aprì la porta con irruenza, la trascinò dentro,
chiuse la porta alle sue spalle e la ragazza la chiuse a chiave.
Adese alla porta, le due cominciarono a baciarsi con desiderio e foga.
La lingua di lei, la lingua di lei...
Che si attorcigliava nella bocca di Serena, cercando di afferrare
la sua lingua. O forse di venire afferrata.
Il calore immenso di un bacio così passionale ed inaspettato.
"I... I want you..." sussurrò la rossa, e solo mentre
le scostava i capelli dal viso, Ena si accorgeva di come fosse bella,
con quei capelli rossi e gli occhi chiari, anzi, spiccatamente verdi.
Solo un istante per ammirarla, ed era già in ginocchio.
Le alzò la corta gonna, rivelando un tanga dal quale si sprigionava
un calore immenso.
Ena passò la lingua su quella stoffa, sentendo i brividi della
ragazza e le forme del sesso sottostante.
Abbassò il tanga, scoprendo un pube ben depilato, ed una vagina
che che tradiva inequivocabilmente la voglia di sesso di lei.
Inginocchiata, si divertì a torturarla, facendola sospirare,
passando la lingua ovunque, facendole desiderare di essere penetrata.
"Lick me... Give me..." sentendo quelle parole un pò
sospirate, Ena aderì con la bocca al sesso della ragazza e
diede il primo, lento, deciso, affondo di lingua.
Un "oh!" di sorpresa si sentì sopra la sua testa.
Si dedicò con foga, ma con passione e dolcezza, a somministrare
le sue attenzioni alla ragazza, che apprezzava, cercando però
di trattenersi dall'urlare.
La mano della ragazza le afferrò decisa i capelli, dopo qualche
carezza, premendo leggermente.
Ena sentì un mugolio poco soffocato mentre la mano di lei stringeva
i capelli ancora di più, rispondendo ad un impulso ed un fiotto
d'orgasmo le entrava in bocca.
Si dedicò alla pulizia con dovizia. Le piaceva il sapore di
quella ragazza.
Rialzandosi, baciò e tocco tutto quel corpo, slacciando la
cravatta, togliendo Adv la camicia, e vedendo le deliziose colline
irlandesi.
Morbidi e dolci seni, non esagerati, ma comunque molto apprezzabili.
Si baciarono ancora, e Ena sentì che lei cercava di assaporare
il suo sapore, cercando ovunque nella sua bocca.
La ragazza si staccò e le sorrise.
Poi la baciò sul collo, sui seni, slacciandole la camicia e
togliendole il reggiseno.
Poco dopo i jeans calavano a terra, scalciati leggermente.
Il soffitto azzurro del bagno incombeva su di lei, mentre la ragazza,
vorace, la portava vertiginosamente all'orgasmo.
Poco dopo si accasciava a terra, ricominciando a baciare quella focosa
Irlandese
Si abbandonarono sul pavimento di legno del bagno.
Ena si godeva quei baci, mentre esplorava il corpo della giovane.
Poco dopo aveva la figa di lei di nuovo in bocca, e lei altrettanto.
Serena non dava tregue, ma nemmeno la ragazza lasciava la presa.
Si portarono reciprocamente all'orgasmo un'altra volta, e poi si baciarono
in un tripudio di orgasmi reciproci, sentendo i loro sapori mescolarsi
nelle loro bocche, desiderando sentire il proprio sapore mescolato
all'altro, come se in questa mescolanza ci fosse qualcosa di misterioso
che doveva assolutamente essere scoperto.
Ena si rialzò un poco, afferrò una gamba della ragazza
e intrecciò le sue con lei, iniziando una reciproca stimolazione.
Lei ansimava e godeva, mentre Serena sfregava, massaggiava e dava
piccoli colpi di bacino.
La rossa arrivò all'orgasmo in un attimo e cominciò
a dire, sospirando "Stop...Stop, please"
Ena rallentò fino quasi a fermarsi, avvicinò la bocca
alla sua e sussurrò: "No"
E ricominciò a scoparla, titillandole ulteriormente il clitoride
con le dita.
Finalmente raggiunse anche lei l'orgasmo, pieno e soddisfacente, ed
un secondo dopo la rossa schizzò prepotentemente anche lei,
di nuovo.
Con il fiatone, ma soddisfatta, Ena si abbandonò a suggere
i dolci succhi, mentre l'altra, avida, faceva lo stesso.
Si abbracciarono, baciandosi, e Ena capì che era l'ultimo orgasmo
della serata.
Zitte, come d'accordo, le due si rivestirono e sistemarono, mettendosi
i vestiti a posto ed i capelli in ordine.
La ragazza aprì la finestra, per non far sentire forse l'odore
delle due a chi fose entrato nel bagno.
Si guardarono ancora negli occhi. La ragazza era così bella.
Ad Ena ricordava un poco il colore dei capelli di sua madre, in una
foto di tanto tempo fa. Era decisamente una splendida ragazza, Irlandese
nel temperamento e nell'aspetto.
La rossa sorrise, si disfò il nodo della cravatta e gliela
mise al collo.
"No. Wait...I..." Ena cercò di fermarla, ma lei bloccò
ogni resistenza con un morbidissimo e dolcissimo bacio, ancora intriso
del sapore dei loro orgasmi.
Finì di fare il nodo, ed uscirono dal bagno e tornarono al
tavolo.
La festa, intanto, continuava, e nessuno sembrava aver notato la loro
lunga assenza.
Presero due bicchieri, e si versarono due generose dosi di whisky.
Ena alzò il bicchiere, imitata dall'altra, e dicendosi "Sláinte
mhaith!", brindarono.
Dopo un attimo, si guardarono un poco negli occhi.
La rossa la guardò sorridendo, fissandola come se avesse voluto
imprimere nella sua mente il volto di quella sconsiderata di cui non
sapeva il nome, a cui aveva appena regalato la sua cravatta.
Continuando a sorridere, si scostò i capelli dal viso e sussurrò
"Thank you".
E girandosi uscì dalla stanza, di fretta, lasciando Ena da
sola al tavolo.
"Ehi... Chi era quella ragazza?" chiese l'amica ad Ena,
mentre si avviavano verso casa.
"Non... Non lo so. Non so come si chiama."
La ragazza scoppiò a ridere. "Complimenti! Trovi una bella
Irlandesina e manco sai il suo nome! Sei incorreggibile! Dai, non
dirmi che non sai chi fosse!"
"Era..." Ena si toccò la cravatta di seta nera, che
aveva ancora il profumo della bella Irlandese.
"Era... una gran cara ragazza!"
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