URN

a cura di Odamei

Anno 1995
Paese Australia
Regia Miro Bilbrough
Lingua originale Inglese
Durata 5’37” minuti
Genere Cortometraggio


Basato su un poema di Miro Bilbrough dallo stesso titolo, descrive la
fine di un rapporto fra due donne, la perdita, l’assenza, la
consolazione del ricordo. Le immagini rimandano simbolicamente
all’assenza e alla rimozione: una testa senza corpo presentata su un
piatto, un angelo decapitato. La protagonista si sente “divisa”: ogni
cosa è separata o tagliata via da sé stessa o dal resto del mondo. I
pipistrelli costituiscono una sorta di divisorio teatrale, ed introducono
nel mondo interiore in cui il film si svolge. La figura della bambina
sul bordo della vasca da bagno rappresenta l’estrema vulnerabilità di
cui ci sentiamo preda alla fine di un rapporto. Alla fine del film, la
donna emerge dalla vasca da bagno, ed è l’unico momento in cui
entra in contatto con il pubblico: esce dalle bollicine del mondo dei
sogni e guarda direttamente nella macchina da presa. Se fino a questo
momento è stata completamente avvolta nel mistero, ora si rivela
dicendo “Questa è la verità. Mi manchi”. I colori di cui la regista fa
uso sono essenziali: il mondo delle donne (l’emozione, ma anche la
distanza, il ricordo ed i sogni) ha il colore dell’acqua e del cielo.

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